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Approvato in Senato il DDL sul whistleblowing 

Il 18 ottobre u.s. il Senato ha approvato il testo del Disegno di Legge (DDL S. 2208) recante “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato” (c.d. whistleblower).

Il DDL modifica l’art. 54-bis del D.Lgs. 165/2001 prevedendo, tra l’altro:

  • che un pubblico dipendente (come definito dal co. 2 dello stesso articolo) che, nell’interesse dell’integrità della pubblica amministrazione, segnali un illecito, non possa essere “sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi, diretti o indiretti, sulle condizioni di lavoro determinata dalla segnalazione”;
  • l’adozione da parte dell’ANAC di apposite linee guida relative alle procedure per la presentazione e la gestione delle segnalazioni, che possano garantire la riservatezza dell’identità del segnalante;
  • l’applicazione di sanzioni a cura dell’ANAC nei casi di:
    • adozione di misure discriminatorie;
    • assenza di procedure di cui al punto precedente o mancata conformità di quelle adottate; 
    • mancata verifica ed analisi delle segnalazioni ricevute;
  • che sia compito dell’ente dimostrare che l’adozione di misure discriminatorie o ritorsive adottate nei confronti del segnalante abbiano ragioni estranee alla segnalazione;
  • che le tutele di cui sopra non siano garantite nei casi di accertata responsabilità del segnalante per reati commessi con la denuncia effettuata ovvero nei casi di dolo o colpa grave relativi alla denuncia stessa. 

Il DDL modifica anche l’art. 6 del D.Lgs. 231/2001, prevedendo che:

  • il Modello debba indicare anche quanto segue:
    • uno o più canali che consentano, a tutela dell’integrità dell’ente, segnalazioni circostanziate di condotte illecite da parte dei soggetti “apicali” e dei “loro sottoposti”;
    • almeno un canale alternativo di segnalazione idoneo a garantire, con modalità informatiche, la riservatezza dell’identità del segnalante; 
    • il divieto di atti di ritorsione o discriminatori, diretti o indiretti, nei confronti del segnalante per motivi collegati, direttamente o indirettamente, alla segnalazione; 
    • sanzioni nei confronti di chi viola le misure di tutela del segnalante, nonché di chi effettua con dolo o colpa grave segnalazioni che si rivelano infondate;
  • eventuali adozioni di misure discriminatorie nei confronti del segnalante possano essere denunciate all’Ispettorato nazionale del lavoro dal segnalante o anche dall’organizzazione sindacale da lui indicata;
  • qualsiasi misura ritorsiva o discriminatoria verso il segnalante sia da considerarsi nulla; è onere del datore di lavoro dimostrare che tali misure siano fondate su ragioni estranee alla segnalazione stessa.

Il DDL prevede infine l’integrazione della disciplina dell’obbligo di segreto d’ufficio, aziendale, personale, scientifico e industriale.

Il Disegno di Legge torna ora alla Camera dei Deputati.

Per leggere il testo integrale del DDL S. 2208 cliccare qui.